16^ Italian Baja di Primavera Artugna Race 2026


Artugna Race, sorpresa Tomasini


Il tricolore fuoristrada è cominciato con una durissima sfida sugli sterrati della pedemontana pordenonese che ha flagellato i suoi protagonisti, illudendo prima Castagnera (Can Am), poi Manocchi (Yamaha), infine premiando il tenace pilota friulano (Polaris). Per il Trofeo Rally successo di De Luna (Skoda), nell’Open Storico si è imposto Secondin (Opel Corsa)

 

 

Pordenone, 15 marzo 2026. Dura, ostica, bersagliata dalla pioggia, complicata dal fango, carica di sorprese persino nel post gara. Così l’Artugna Race, 16° Italian Baja di Primavera, ha aperto con secchiate d’acqua e sprazzi di sole il Campionato Italiano Cross Country 2026, ora in breve CI2C, veste rinnovata perché è forte l’impegno di ACI Sport per riportare in auge la specialità fuoristrada. Il record di iscritti (62) si è poi tradotto in 61 equipaggi in lizza dopo le verifiche, con battistrada le vetture da rally impegnate nei rispettivi trofei, seguite dai veicoli cross country. La corsa sul “torrente che non c’è”, l’Artugna appunto, di acqua ne ha trovata tanta e non solo nelle due pozze di risorgiva (guadi) che di solito affiorano sulla strada. La pioggia ha gonfiato le pozzanghere e reso molto difficile tenere giù il piede sul dritto, affrontare le pieghe a spigolo, ripartire sfuggendo alla morsa del pantano. “Però è stato fuoristrada autentico”, copyright Mauro Cantarello (Bmw X3), una voce tra le tante, e divertimento contagioso con poche dissonanze. Lungo preambolo per arrivare al dunque: vittoria a sorpresa di Andrea Tomasini e Angelo Mirolo su Polaris Razor Pro 2.0 preparato dalla squadra di Lorenzo Cenzi, nel tempo totale di 1:28’08’’3. L’equipaggio friulano è andato di gran ritmo per tutta la giornata, ma a metà gara era sesto a 3’22’’ dalla vetta di Andrea Castagnera e Alberto Marcon su Can Am Maverick.

 

In giornata di grazia, il driver di Vittorio Veneto stava costruendo un primato importante, tenendo i campioni italiani in carica, Manuele Mengozzi ed Elisa Tassile su Toyota Hilux Overdrive, secondi a 58’’7. Poi il terzo passaggio sull’unico settore selettivo di 26,94 km, ha visto l’incidente dei Tinaburri, Alessandro ed Emiliano, con il loro Can Am finito contro una pianta. Corsa sospesa, intervento dei sanitari, gli altri veicoli in trasferimento e un tempo imposto che confermava la leadership di Castagnera-Marcon davanti ai giovanissimi Manocchi, Kevin e Giada, fratello e sorella su Yamaha Xyz 1000R, staccati di 2’33’’, Tomasini-Mirolo saliti al terzo posto a 4’10’’, il Can Am del “gaucho” Alejandro Cisella navigato da Erika Mingozzi subito dietro a loro per 6’’9, pronto a ghermire il podio. E Mengozzi-Tassile? Un colpo al ponte posteriore a 6 km dallo start, Hilux appiedato, gara finita. Si è così andati all’ultimo giro con Castagnera che nemmeno per un attimo pensava di poter gestire, ma si è ritrovato irretito da un guasto elettrico alla pompa di benzina. L’equipaggio ha provato ad armeggiare con i contatti, staccando e riattaccando fili, ma è passata un’eternità prima di riuscire a ripartire e sono precipitati in coda, addio sogni di gloria. Così in piazza Duomo ad Aviano pareva che vincitori fossero i Manocchi junior, invece un’irregolarità tecnica ne ha sancito l’esclusione assegnando la vittoria a Tomasini-Mirolo (Polaris) con podio assoluto tutto di side by side vehicles in versione T4, piazza d’onore a Cisella-Mingozzi (Can Am) con soli 17’’1 di ritardo, terzo posto appannaggio di Lucio Rossi e Leonardo Presotto (Yamaha) a 1’16’’9. Tre marchi diversi è un altro curioso verdetto dell’Artugna Race, che registra la “medaglia di legno” per mister 11 scudetti, Lorenzo Codecà (Suzuki Grand Vitara), navigato da Gilberto Menetti, niente male per un mezzo ancora in deficit di potenza (“dobbiamo lavorare sul motore”). Soddisfatti pure Sergio Galletti e Daniele Fontana Sacchetti (Pajero Wrc), quinto posto a ridosso dei rivali su prototipo, precedendo Alfio Bordonaro e Stefano Lovisa con l’altro bolide giallo del Sol Levante. Poi nell’ordine ancora gli ssv di Alessandro e Marco Trivini Bellini (Can Am), Riccardo Benettolo – Martina Musiari (Taurus T3 Max), Marco Zini e Christal Vomiero (Can Am), e in chiusura di Top Ten l’extralarge Century di Andrea Schiumarini e Nuncio Daniel Coffaro, difficile da girare nello stretto, ma uno spettacolo di buggy come ai tempi d’oro degli Schlesser da tout terrain. Uno sguardo alle classifiche di Gruppo per annotare i successi di Codecà (T1), Matteo Da Rin Spaletta (T2) con margine di 44’’ su Gianluca Morra e 50’’ su Alberto Spinetti (trio di Suzuki Grand Vitara), l’affermazione di Benettolo (T3) sull’incolpevole Castagnera, ovviamente la vittoria di Tomasini (T4), un’altra sorpresa nel finale delle scadute omologazioni (TH): primo Lorenzo Traglio (Nissan Pathfinder) in 1:36’28’’9 davanti a Cantarello (Bmw X3) e Alberto Gazzetta (Suzuki New Jimny), solo quarto Stefano Moro causa penalità di 3’ (ritardo a controllo orario) dopo aver condotto per tre quarti di gara.

 

 

RALLY. Il record d’iscritti dell’Artugna Race si lega molto alla cospicua partecipazione di rallisti, soprattutto locali, attirati dalla ghiotta opportunità di una prova speciale di quasi 27 km, roba da leccarsi i baffi per dei felini da derapata e controsterzo. Primo passaggio a velocità controllata per “fare le note” (nel cross country sono vietate le ricognizioni), poi gara vera su tre settori selettivi. Bravo a entrare subito in ritmo il “finnico” di casa, Fabrizio Martinis navigato dalla moglie Valentina Boi (Renault Clio Rally3), scratch iniziale in 20’56’’2. Poi la logica ha ripreso il sopravvento, con doppio graffio in successione di Andrea De Luna e Denis Pozzo timbrando 19’30’’2 e 19’42’’3 per chiudere primi di Trofeo Rally davanti alle coppie composte da Tullio Versace – Eneo Giatti e Alberto Carniello – Andrea Budoia (tutti su Skoda Fabia). Soddisfatto Matteo Zoppas (altra Skoda), apprendista sul terreno cross country con tutor Gigi Pirollo, quarto posto davanti a Stefano Miotto e Stefano Paronuzzi (Lancia Ypsilon). Nell’Open Storico duello di emozioni vintage tra la Ford Escort Rs di Alessandro Prosdocimo - Marsha Zanet e l’Opel Corsa Gsi di Cristian Secondin – Raffaele Meneano. Dopo scodate in serie per la gioia degli spettatori imbacuccati che hanno resistito alla pioggia, ha prevalso Secondin in 1:13’48’’1, con terzo posto di John Stella – Edoardo Bastianello (Opel Corsa) a distanza siderale causa penalità di 20’.

 

Ufficio stampa Italian Baja

FOTO Michele Barazzutti

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