Pordenone, 28 giugno 2026_ Bisognerà attendere per le classifiche del Campionato Italiano Cross Country (intendiamo l’attribuzione dei punti), mai facili da stilare nell’immediato dopogara, dovendo rispettare i tanti codicilli regolamentari che le rendono complicate. Ma è certo che l’Italian Baja a triplo coefficiente rimescola parecchio le carte di ciascuna graduatoria, dall’assoluta a quelle di Gruppo. Ed è certo pure che la gara è piaciuta moltissimo agli equipaggi, nonostante il gran caldo e la polvere, con un percorso estenuante e vario su sterrati e greti asciutti, un solo vero guado da attraversare, i tanti trabocchetti di sassi e cespugli. “Questo sì che è cross country” ha detto Lara Giusti (naviga di Alberto Spinetti, unico arrivato del T2) alla fine, chiosando su un’edizione che mai come quest’anno ha visto una partecipazione femminile estesa e qualificata, al volante e alle note. E non è nemmeno finita. Dopo il prologo di venerdì da 14 km, ieri un settore da 156 km ripetuto ieri due volte per chiudere il terzo round del tricolore ACI Sport, e oggi gli equipaggi in lizza nella gara di Coppa del Mondo e Coppa del Mondo FIA dovranno ancora completare il terzo e ultimo settore di 94 km prima di accomodarsi alla premiazione conclusiva in Fiera a Pordenone (ore 14). Ma andiamo con ordine.

CAMPIONATO ITALIANO CROSS COUNTRY.
Venerdì nel prologo miglior tempo di Christine Giampaoli Zonca (Polaris Rzr) in 10’22’’6, neo iscritta al campionato dopo aver mostrato talento cristallino (e “trasparente” nell’occasione) al Sardegna Rally Raid, davanti ad Andrea Castagnera (Can Am Maverick) e Riccardo Benettolo (Taurus Max). Ieri mattina cambio al vertice con Andrea Schiumarini (Century Cr6) il più veloce in 2:12’40’’9 e davanti nel totale, seguito da Andrea Tomasini (Polaris Rzr) e Castagnera. Disdetta per Giampaoli Zonca che ha perso minuti restando dietro a un Nissan patrol in coda alla gara iridata senza riuscire a passarlo, anzi “tamponandolo” e poi rompendo pure la retromarcia. Ma problemi meccanici, rotture e cedimenti, fanno parte di un gioco duro e appassionante. Alfio Bordonaro (Suzuki Vitara) ha dovuto fare 70 km in terza marcia e come lui altri si sono ritrovati a soffrire inconvenienti. Si è ripetuto il giro di oltre 156 km nel pomeriggio e Benettolo ha timbrato in 2:10’34’’8, Giampaolo Zonca dietro a 15’’2, Schiumarini lontano quasi 4’, Manuele Mengozzi (Toyota Hilux) a più 5’ però rivedendo un traguardo. Dove non è arrivato Tomasini (cinghia), che stava meritando il podio e un bottino di punti per riconquistare la testa del campionato dopo il successo in marzo all’Artugna Race. E' finita dunque con il “Schiuma inaspettato vincitore" (l'ha detto lui), ma radioso e ilare, Benettolo secondo e Giampaoli Zonca sul gradino basso del podio, entrata in scena al terzo dei cinque atti dell’opera tricolore 2026. Ora outsider di lusso con vista su Baja dello Stella (settembre) e Raid of The Champions (novembre). Quarto posto del “gaucho” Martin Alejandro Cisella (Can Am Maverick), visibilmente e anche un po’ giustamente arrabbiato dopo aver scoperto che, schierandosi al via dell’Italian Baja di Coppa del Mondo, il suo T4 veniva limitato a 125 km/h di velocità massima contro i 135 km/h dei suoi omologhi in lizza nella gara nazionale, senza alcuna compensazione. Quinto Mengozzi, “mi sono divertito, al momento non chiedo di più”. Sesto Kevin Manocchi (Yamaha Yxz), “di più non ne avevamo, comunque è stato bello”. Settimo Andrea Castagnera (Can Am), “è finita che ci siamo piantati nel guado, però mica mi lamento, andiamo avanti con lo spirito giusto”. Ottavo Alessandro Trivini Bellini (Can Am maverick), “abbiamo dovuto correre un po’ in difesa”. Nel TH successo di Lorenzo Traglio (Nissan Terrano Pathfinder), rampollo Tecnosport: “Abbiamo sofferto il caldo, però sono gare che ti temprano”. Piazza d’onore per Stefano Moro (Mitsubishi Pajero): “Percorso super, macchina ok, peccato aver rotto il tracking nel primo giro e siamo andati a naso”. Terzo posto di Simone Grossi (Land Rover Defender) mentre stavolta Alberto Gazzetta (Suzuki Jimny) non ha ottenuto il podio.

COPPA DEL MONDO.
Venerdì parevano potersi accendere un paio di successi sensazionali all’Italian Baja, visto il potenziale dimostrato nel prologo su Cordenons e Zoppola dalla saudita Dania Akeel nella gara mondiale e dell’italo spagnola Christine Giampaoli Zonca nella gara nazionale. Non “eccezionali”, si badi bene, perché loro due vanno veramente forte e non è questione di “quote rosa”. Ieri però un paio di sorprese roventi hanno sovvertito subito i pronostici dell’Italian Baja. L’Akeel, affiancata da Sebastien Delaunay, nel primo settore è incappata in un errore di navigazione e ha divelto una ruota del Toyota Hilux Overdrive. La “GZ” (così il cognome racing e nella versione di voce Dazn Spagna per la F1) è rimasta sugli scarichi del mezzo partito prima (vedasi sopra). Così la sfida ha dato spazio ad altri protagonisti e ulteriori sorprese. Saood Variawa ha firmato il miglior tempo in 2:05’01’6’’ sul settore selettivo di 156,29 km, dentro un minuto le altre Hilux di Francisco Barreto (a 17’’0), Benediktas Vanagas (a 19’’7) e Joao Ramos (a 58’’7). Però il giovane talento sudafricano è andato fuori tempo massimo nella ripetizione del pomeriggio per problemi meccanici, cedendo la scena a Barreto che ha abbassato il parziale a 2:01’07’’8, davanti all’omanita Hamed Al Wahaibi (Taurus Evo Max) per soli 20’’7, chiudendo così al comando la prima tappa con un vantaggio consistente sull’olandese Paul Spierings (Taurus Evo Max) e il lituano Vanagas, distanti rispettivamente 3’38’’ e 4’54’’. Oggi l’ultimo settore selettivo “Tagliamento” di 94,42 km deciderà le sorti della gara iridata, con Akeel di nuovo in pista, ma ovviamente tagliata fuori dalle posizioni di vertice.

GARA NAZIONALE.
Dominio degli ospiti ungheresi nella gara nazionale. Zoltan Garamvolgyi su Can Am Maverick, il migliore nel primo settore (2:12:53’’), ha vinto con il tempo totale di 4:34’23’’4 davanti al connazionale “Csucsu” su Taurus Max, a sua volta il più veloce nel secondo settore (2:10’11’’). Terzo posto per Giampaoli Zonca, tenace fino al traguardo. Curiosità: Garamvolgyi è l’organizzatore di Hungarian Baja e Raid of The Champions, le principali gare di fuoristrada nel suo Paese. Come se Mauro Tavella, deus ex machina d’Italian Baja, dovesse colà sbaragliare la propria concorrenza nazionale e quella magiara. Ma a parte i molteplici incarichi, si limita alla scuola guida. In chiave di onore per i padroni di casa, l’epilogo sfortunato dei pordenonesi Andrea Tomasini e Angelo Mirolo (Polaris) li ha privati di un risultato che stavano conquistando con caparbietà, il podio nella gara più importante della stagione tricolore, a casa loro, con amici e famigliari a seguirli da vicino. Dovranno riprovarci.
Ufficio stampa Italian Baja
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