Il tricolore cross country ora si avvicina a una sfida “mondiale”
Pordenone 10 aprile 2026_L’Artugna Race messa in archivio, Castagnera dopo la beffa è resiliente, Mengozzi ha incassato una vera batosta però sta ricomponendo i pezzi, Tinaburri si lecca le ferite ma vede positivo anche se il rientro è lontano 10 aprile 2026_ “Io penso positivo perché son vivo perché son vivo…”. Il refrain di Jovanotti calza a pennello per tre piloti “castigati” in modo diverso dall’Italian Baja di Primavera, organizzato dal Fuoristrada Club 4x4 Pordenone, primo round del Campionato Italiano Cross Country 2026. La delusione è calata come una coltre di nebbia su Andrea Castagnera nell’immediato post gara; rabbia e scoramento si sono disegnate sul volto di Manuele Mengozzi; dolore e preoccupazione hanno tormentato Alessandro Tinaburri. Però ognuno a suo modo ha messo in archivio l’Artugna Race e ora sta guardando oltre, alla prossima sfida che è sempre un’occasione di riscatto. Ovvio: l’acciaccato Tinaburri non potrà presentarsi al via del Sardegna Rally Raid dal 14 al 17 maggio, con l’ACI Sassari (supportato da ACI Italia) che metterà sul piatto una competizione candidata al sigillo FIA W2RC 2027, servendo un tracciato extra long per il format tricolore al secondo round. Ma questa “cura da cavallo per gli eroi del CI2C” (copyright Tiziano Siviero) è auspicabile sia un toccasana generale, tanto più per Castagnera e Mengozzi, riattizzando le rispettive chance di scudetto.
RIAVVOLGIAMO IL NASTRO. Nel terzo settore selettivo della gimkana friulana flagellata dal maltempo, con record di iscritti (62) e avanguardia di rallysti (17), un paio di incidenti hanno scombussolato il quadro. Prima è toccato a Tinaburri su Can Am Maverick X3, navigato dal fratello Emiliano: “Errore mio. In una sinistra veloce ho interpretato male la curva, sono arrivato troppo forte alla staccata e siamo finiti fuori strada. A 50 km/h poteva andarci tutto bene, invece l’impatto della ruota anteriore sinistra su una pianta mi ha procurato fratture di rotula e dito del piede, nonché della mano tramite lo sterzo. Mio fratello non si è fatto niente. Abbiamo allertato i soccorsi e sono intervenuti prontamente. Che dire? Organizzazione impeccabile. Sono stato operato, purtroppo dovrò stare fermo a lungo, in maggio prevedo inizio riabilitazione, di nuovo in macchina forse neppure a giugno. Emiliano invece spera di poter correre in Sardegna”.
Mentre la direzione gara stava disponendo la sospensione della corsa, tra i mezzi già impegnati nel settore Artugna c’era anche il Toyota Hilux Overdrive del campione in carica Mengozzi navigato da Elisa Tassile. “Il maltempo ha sicuramente complicato tutto. Nei rettilinei le pozze di acqua rendevano insidioso il transito alle alte velocità permesse ai T1 – sottolinea il driver forlivese – per il continuo aquaplaning, mentre il fango complicava staccate e visibilità imbrattando i vetri. Siamo partiti senza forzare, però con un ritmo decisamente performante visto il distacco dato agli altri fuoristrada. Idem nella ripetizione, nonostante una frenata sbagliata sotto la pioggia battente che ci ha fatto perdere 40’’. Ma eravamo comunque secondi e per vincere bisogna battere anche gli Ssv. Nel terzo settore abbiamo quindi deciso di attaccare, in un curvone veloce ho colpito un cippo a bordo strada, il retrotreno ha perso aderenza finendo per sbattere violentemente contro una pianta, disseminando pezzi in un raggio di 30 metri nei campi attorno. Noi ce la siamo cavata con qualche livido, ma abbiamo preso un grosso spavento e i danni al veicolo sono stati davvero ingenti. A botta calda ho pensato che a classifiche separate non avrei preso dei rischi. Ero l’unico dei T1 a rimanere vicino agli Ssv, un’impresa complicata per un mezzo di oltre 20 quintali in certe condizioni di percorso. La sola diversa limitazione della velocità tra “noi” e “loro” si è dimostrata elemento insufficiente a colmare il gap prestazionale. Oggi non ho cambiato idea, mi rendo conto che accontentare tutti è molto difficile, ma credo si debba riflettere su possibili modifiche al regolamento. Adesso il mio problema è rimettere a posto l’Hilux e sto trovando delle difficoltà, tanto da valutare l’utilizzo di un altro mezzo. In Sardegna vogliamo esserci”.
Il trevigiano Castagnera su Can Am Maverick X3 navigato da Alberto Marcon, passato indenne come battistrada del cross country, si è presentato allo start del quarto e ultimo settore selettivo con minuti di vantaggio sugli immediati inseguitori: “Ma sapevo bene di non poter gestire. L’avevo già detto all’intervista di metà gara. Troppe incognite per sentirsi tranquilli. Certo non potevo aspettarmi che un banale intoppo elettrico alla pompa della benzina ci facesse perdere un’eternità. Avevo già subito una beffa nel finale dell’Ungheria 2024, buttando via una vittoria quasi certa. Ma quella volta fu a causa di assistenza irregolare, una leggerezza pagata con la squalifica. Ci ho messo dei mesi per farmi tornare la voglia di correre. Adesso quest’altro episodio, un’altra delusione cocente da smaltire. Ma io e Alberto siamo resilienti e in Sardegna daremo il massimo come sempre, senza guardare indietro”
Ufficio stampa Italian Baja
Foto Michele Barazzutti