MANCA UNA SETTIMANA AL SARDEGNA RALLY RAID



07 Maggio 2026

Ultimi giorni di preparativi per la grande avventura nell’entroterra

In lizza il meglio del cross country tricolore e anche il podio vintage dell’Artugna con Traglio, Cantarello e Gazzetta, battistrada nel TH per i rivali Ananasso, Bordonaro junior, Colnaghi e Tagliabue 

 

7 maggio 2026 _ Ormai ci siamo, manca solo una settimana al Sardegna Rally Raid, seconda tappa del Campionato Italiano Cross Country. Fino all’ultimo, la sfida organizzata da ACI Sassari con impulso e supporto della Regione Sardegna, manterrà i suoi segreti sul percorso. Ma l’evidenza di una tabella di marcia con settori selettivi di rara lunghezza per il tricolore fuoristrada, mette su un piano diverso l’approccio agonistico ed emozionale a una gara “evento”, candidata al mondiale FIA 2027 Rally Raid. Sono questi gli ultimi giorni di preparativi anche per gli equipaggi del Gruppo TH, quello dei veicoli di scaduta omologazione, che per regolamento hanno identiche chance di scudetto assoluto di prototipi, derivati di serie e side by side. Ma che per logica di carburazione e anzianità di servizio, si danno battaglia soprattutto nel loro recinto vintage, spettacolare e divertente come pochi. Il podio dell’Artugna Race, con Lorenzo Traglio - Stefano Fabiano (Nissan Pathfinder R50), Mauro Cantarellon- Federico Lezzi (Bmw X3), Alberto Gazzetta – Andrea Pizzato (Suzuki New Jimny), si rimette in gioco assieme ai rivali Giuseppe Ananasso – Rocco Sbaraglia, Mario Bordonaro – Roberto Briani (entrambi Suzuki Grand Vitara), Paola Tagliabue – Sandra Castellani (Nissan Terrano) e alla new entry Filippo Colnaghi – Alice Cavagna (Nissan).

 

“La stagione è cominciata nel migliore dei modi – puntualizza Lorenzo Traglio – con un’Artugna Race bella e veloce, anche se con un meteo inclemente. La gara giusta per entrare nel vivo del campionato dopo la sosta invernale. Ora la Sardegna, è la seconda volta per me, la prima risale a parecchi anni fa. Un’avventura davvero affascinante, ricordo quando la faceva mio padre (Maurizio, patron di Tecnosport, ndr) e i suoi racconti che trasudavano meraviglia. Adesso tocca a me assieme a Stefano Fabiano, mi sono trovato molto bene con lui all’Artugna, fin da subito abbiamo instaurato un ottimo feeling”.

 

“L’Artugna è stata una gara molto sofferta esclusivamente per le condizioni meteo – ragiona Mauro Cantarello – perché negli spiragli di sole siamo riusciti a prendere strada in classifica. Le pozze d'acqua erano veramente insidiose, prese a velocità sostenuta lasciavano molto spazio alla fantasia su ciò che c’era dopo. Da un fondo regolare, infatti, ci siamo ritrovati con buche profonde e l'assetto ne ha risentito parecchio, noi abbiamo rotto una molla posteriore. Verso la fine è stato logico amministrare per portare a casa punti certi. La nostra Bmw nei fondi piatti e negli allunghi fa la differenza, ma nel "rotto" bisogna dosare molto l'acceleratore. In Sardegna come all'Artugna avrò al mio fianco Federico Lezzi, con il quale visto, il mio ritiro l'anno scorso causa rottura sospensione anteriore, opteremo per una gara volta alla salvaguardia del mezzo con mille occhi aperti, perché il terreno dell’isola ti porta a spingere ma poi ti tradisce con punti trialistici che non ti aspetti. Il nostro primo obiettivo è concludere la gara dei 2 giorni, già di per sé affatto scontato. Ritengo la Sardegna una di quelle gare da amministrare dal primo km senza mai dare troppa confidenza al fondo, cercando una valida posizione di classifica”.

 

Più asciutta l’analisi di Alberto Gazzetta: “L’Artugna Race è stata molto selettiva vista la pioggia, ma il terreno tutto sommato ha retto bene. Per me e Andrea Pizzato è stata una gara ottima, zero errori e, nonostante molta cautela, un ottimo terzo posto di Gruppo che ci gratifica. In Sardegna troveremo tutti gli avversari affrontati in Friuli e forse qualcuno di nuovo, più siamo e meglio stiamo, che altrimenti a correre in pochi manca il senso della sfida”.

 

Ufficio stampa Italian Baja

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