OBIETTIVO PUNTATO SUL SARDEGNA RALLY RAID
22 aprile 2026_ Non è più in “total black” come quando correva nel Campionato Italiano Velocità Fuoristrada, tutto nero dalla tuta al casco alla macchina. L’avevano soprannominato “Capitan Harlock” e Marco Zini ci si è affezionato a quel soprannome da manga giapponese, anche se adesso c’è un po’ di blu diplomatico sulla livrea del Can Am Maverick con cui corre nel Campionato Italiano Cross Country.
“Gli anni passano, lo spirito rimane identico e anche la voglia di affrontare nuove sfide” sottolinea il driver toscano. “Mio padre, Bruno Zini, è stato il fondatore del Panzer Club Fuoristrada di Prato, realtà che tra gli anni ’70 e ’90 fu tra le più importanti a livello europeo. Nel 1992 raccolsi il testimone, iniziando con l’autocross, passando poi alla velocità fuoristrada, infine approdando al cross country”.
Questa è storia recente. Qualche gara spot di apprendistato e l’anno scorso un percorso più strutturato, con la conquista del quarto posto nella graduatoria del Trofeo d’Italia Ssv, a una manciata di punti dal podio. “Per cui mi sono ripromesso di alzare ancora il mio livello, ma gli impegni lavorativi e familiari non hanno consentito di affrontare al meglio la preparazione invernale, né di svolgere test adeguati”.
Così l’inizio stagione all’Artugna Race non è stato facile. “Pioggia e fango hanno creato non pochi problemi a tutti. Ma sugli Ssv, essendo mezzi aperti, l’utilizzo del parabrezza comporta spesso appannamento e sporco dall’interno. Molti equipaggi hanno scelto di rimuoverlo dopo la prima prova, mentre io ho dovuto mantenerlo a causa del nuovo regolamento che prevede casco integrale obbligatorio, non disponibile per la mia navigatrice. Se poi si considera che sono tornato al volante del Can-Am senza aver avuto modo di provarlo dopo l’Ungheria dello scorso novembre, e che durante il secondo passaggio siamo stati costretti a fermarci due volte con il motore spento per problemi elettrici, direi che il bilancio della nostra gara è positivo e ci ha dato buone sensazioni”.
Ora vi aspetta il Sardegna Rally Raid. “Secondo me abbiamo ampi margini di miglioramento. Proprio per questo ho deciso di intensificare la preparazione, allenandomi con diverse discipline, in kart, quad, bici e altro”.
Rimbalza un interrogativo su quanti affronteranno anche il terzo giorno di gara, domenica 17 maggio, che non vale per il Campionato Italiano Cross Country di ACI Sport, ma per la corsa che si candida al FIA World Rally Raid Championship 2027. “Noi faremo gara completa, l’obiettivo è aumentare il feeling con il mezzo”.
Un bel lavoro di squadra con Christal Vomiero, giovane navigatrice di Monselice. “L’ho conosciuta in prossimità dell’Artugna 2025. Cercavo un affiancamento per provare il mio nuovo Maverick, con esperienza di cross country pari a zero e quindi volevo qualcuno di non affermato, per vivere assieme quest’avventura senza pressioni, soprattutto divertirmi. Un amico mi ha segnalato Christal. “Chiamala, non ha esperienza, ma ha voglia di correre e imparare, mette il motorsport davanti a tutto”. E’ bastata una telefonata per capire che era la persona giusta per me: nessuna pretesa, zero grilli per la testa, un’umiltà rara”.
Quello che doveva essere un semplice test si è trasformato in grande sintonia nell’abitacolo. “Mi ha scatenato una voglia incredibile di correre. Anche senza esperienza, proprio come me, riesce a trasmettere entusiasmo, fiducia e una passione genuina che rendono ogni chilometro speciale”.
Ufficio stampa Italian Baja
foto M.Barazzutti