Sardegna Rally Raid, comandano i Trivini Bellini



15 Maggio 2026

In una prima giornata di gara durissima, incerta, spettacolare e selettiva, la navigazione nelle foreste di Coiluna e Fiorentini ha stressato gli equipaggi e i loro veicoli, con tanti ritiri e sorprese, ma pure il marchio inequivocabile di una “piccola Dakar” che ambisce all’iride 2027

 

15 maggio 2026_ Prima tappa del Sardegna Rally Raid e si è scoperto subito perché è una Dakar in miniatura, degno candidato al mondiale FIA 2027. Corsa dura, selettiva, incerta, spettacolare, che ha castigato diversi concorrenti. Viene da cominciare con la lista della spesa, non completa. Ko stamattina in trasferimento la coppia Paola Tagliabue e Sandra Castellani col Nissan Terrano in panne, problemi di setting da risolvere per domani e amen. Mini record di Ambrosetti Riccardo e Lorenzo Giovanni, padre e figlio da Como, 2 km di settore Coiluna-Loelle che ne contava 78,70 in totale, e il loro Can Am (T4) è finito nel bosco, 3 km per il Vitara di Alberto Spinetti e Lara Giusti (T2) prima di bruciare la frizione. Appiedati dal Taurus (T3) Riccardo Benettolo e Irene Saderini causa rottura del motore. Stefano Sabellico e Andrea Taloni con il Vitara (T1) sono finiti contro una pianta. Nel finale di giornata qualche minuto di apprensione per Andrea Tomasini e Angelo Mirolo, “dispersi” nella foresta Fiorentini, causa mancanza di segnale. Poi si è capito che i vincitori dell’Artugna Race avevano “solo” divelto una ruota del Polaris Razor (T4). E cosa dire del freddo che hanno patito in generale quelli dei tubolari leggeri, alcuni senza parabrezza, tutti senza i finestrini laterali.

 

Ci si è messa anche la pioggia a tormentarli. “Ma come, fa così freddo in Sardegna?” si è chiesto lo slovacco Martin Benko su Taurus (T3) navigato dal connazionale Marek Sikora, che pensava al clima mite per solleticare il mirto, ma “ormai non ci sono più le stagioni di una volta” (copyright ufficio stampa, Piero Batini). Addirittura un “principio di congelamento” patito stoicamente da Giovanni Manfrinato sul Can Am, ma l’ex rallysta, navigato dal figlio Michele che l’ha pungolato a non mollare, è anche di quelli che scherzano sempre sulle “disgrazie” di gara. Però tante le note positive, al netto delle penalità che hanno ridisegnato la classifica provvisoria con sorprese anche in tarda serata.

 

Quando il primato provvisorio di Lorenzo Codecà e Gilberti Minetti è svanito all’improvviso, evaporato dopo una bollitura lenta: “Io me l’aspettavo, sono sincero. Non mi pareva possibile che avessimo indovinato tutta la traccia”. Onore al pluricampione, veterano di mille battaglie. Il suo Suzuki Grand Vitara (T1) ha saltato una montagna di “way point” che costano ciascuno 2’ di penalità e si è ritrovato retrocesso dal primo al ventiduesimo posto. Così a chiudere al comando la prima tappa sono stati i cugini mantovani Alessandro e Marco Trivini Bellini su Can Am Maverick (T4) con un totale di 3.49’20’’, nonostante i problemi iniziali di elettronica e ai freni nella seconda frazione. Can Am Maverick (T3) anche per Andrea Castagnera e Alberto Marcon, ben felici del secondo posto a 2’41’’ con un esplicito sorriso di soddisfazione al parco assistenza dopo una prestazione sugli scudi. Terza piazza occupata dagli slovacchi Benko-Sykora a 3’48’’’, con una penalità di 2’. Sorpresa fino a un certo punto il quarto posto a 5’57’’ di Christine Giampaoli Zonca, star di Dazn Spagna per F1 e Moto GP, che però al volante va forte sul serio. Suo il miglior tempo di “Fiorentini” in 2.08’49’’ su Polaris Razor, affiancata da Pablo Moreno. La seconda e decisiva tappa con versione doppia di “Monte Acuto” potrà comunque offrire inaspettate occasioni di recupero in un Sardegna Rally Raid che non da nulla per scontato. E poi domenica l’ultima fatica per chi vuole mettersi in gioco nel test race iridato con frazioni di “Padru” e “Terranova-Sorilis”.

 

Ufficio Stampa Italian Baja

foto Michele Barazzutti

 

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