13 aprile 2026_ Tra le molte liete sorprese dispensate dall’Italian Baja di Primavera – in primis il record degli iscritti, l’ottima partecipazione di rallysti, alcune interessanti new entry – merita un’evidenza particolare il “risveglio del vecchio” campione Lorenzo Codecà (undici scudetti in bacheca, nessuno come lui).
La prima tappa del Campionato Italiano Cross Country 2026 si è conclusa con un podio interamente occupato da concorrenti su Ssv e al quarto posto il Suzuki Grand Vitara T1 del driver monzese, affiancato dal navigatore Gilberto Menetti, che ha tenuto dietro per soli 2’’5 l’equipaggio composto da Sergio Galletti e Daniele Fontana Sacchetti su Mitsubishi Pajero, staccato di 15’’2 l’altro Vitara di Alfio Bordonaro e Stefano Lovisa, a minuti il resto della compagnia fuoristrada.
"La pioggia è stata una nostra preziosa alleata – sentenzia Codecà – perché siamo arrivati al primo appuntamento stagionale con un motore non ancora performante che è andato in protezione. In condizioni al limite abbiamo saputo sfruttare tutto il resto, compresa un po’ di fortuna”.
Flagellata dal meteo, la gara in alcuni frangenti è stata davvero complicata. “Devo fare i complimenti agli organizzatori perché hanno gestito le difficoltà con la solita maestria. Noi in corsa siamo stati attenti, vigili, e Menetti mi ha tenuto in ritmo senza forzare. Il risultato è arrivato grazie anche alle disavventure di alcuni nostri avversari, ma le incognite sono dietro l’angolo, sempre, per tutti. Sono prove di resistenza, non solo di velocità. Bisogna che l’intero pacchetto macchina funzioni al meglio e Car Tech Racing ha fatto un lavoro egregio che mi ha rimesso in fiducia come non mi capitava da tempo”.
L’Artugna ha mostrato una certa supremazia degli Ssv rispetto ai fuoristrada classici. Sarà così anche in Sardegna? “In tutte le gare avranno un vantaggio. Non sono auto, i fuoristrada pesano il doppio degli Ssv, una tonnellata di differenza. Loro hanno accelerazioni che noi manco ci sogniamo, nemmeno in Sardegna troveremo lunghi rettilinei per sfruttare la nostra velocità di punta più alta, ma tante ripartenze. Però questo non vuol dire che gettiamo la spugna. Per quanto mi riguarda farò il possibile per utilizzare al massimo il potenziale a disposizione. Stiamo lavorando sul motore, nell’Isola ci servirà tutta la cavalleria”
Ufficio stampa Italian Baja
foto Michele Barazzutti