Il gaucho per ora tiene tutti al lazo



22 Luglio 2026

Martin Alejandro Cisella è la sorpresa in vetta al tricolore cross country 

 

Com’era facile attendersi, il triplo coefficiente dell’Italian Baja ha ridisegnato la classifica del Campionato Italiano Cross Country 2026. Ma forse in pochi avrebbero scommesso un euro sulla leadership conquistata da Martin Alejandro Cisella (Can Am Maverick, T4), ora al comando della graduatoria assoluta con 272 punti contro i 240 di Andrea Schiumarini (Century Cr6, T1), primo a Pordenone, i 234 di Alessandro Trivini Bellini (Can Am Maverick, T4), primo in Sardegna, i 225 di Andrea Castagnera (Can Am Maverick, T3), che sconta la beffa patita all’Artugna d’inizio stagione quando pareva involato verso la vittoria, i 200 del resiliente Alfio Bordonaro (Suzuki Grand Vitara, T1). Seguendo il filo logico della scorsa annata e anche di quella precedente, ci si attendeva inoltre ad alta quota il bi-campione in carica Manuele Mengozzi (Toyota Hilux Overdrive, T1), invece relegato a un ruolo di retroguardia da un fatale azzardo all’Artugna che gli e  costato il ritiro, un danno ingente al suo mezzo, la forzata rinuncia a correre in Sardegna. Il romagnolo, rientrato all’Italian Baja, ha firmato un buon quarto posto, ma i suoi 115 punti attuali rendono puramente teorica l’opzione di un tris scudetto. 

 

Tanto per capirci, sono ancora in palio un massimo di 168 punti (56 facendo il pieno al Baja dello Stella e 112 al Raid of The Champions) che lo porterebbero a un totale di 283, ma gli avversari non resteranno fermi. Altro discorso riguarda Kevin Manocchi (Yamaha Yxz 1000R, T4), non più  bimbo prodigio, ma solida certezza se non fosse che ha per le mani un mezzo deficitario (parole sue), cioe  non piu  all’altezza della concorrenza. Certo non fosse stato squalificato all’Artugna, avrebbe 55 punti in più  degli attuali 181 e la prospettiva sarebbe decisamente diversa. 

 

Un quadro astratto, al quale si possono aggiungere altre pennellate ipotetiche, in ordine sparso. Andrea Tomasini (Polaris Rzr Pro, T4) adesso ha 103 punti: primo all’Artugna sorprendendo i rivali con un passo regolare, non ha raccolto molto in Sardegna e praticamente nulla all’Italian Baja, dove stava per incassare tanto e cullava ambizioni prodigiose. Riccardo Benettolo (Taurus Max, T3), che ne conta 192, può  recriminare sulla malasorte ad Olbia con doppio motore in panne. 

 

E che dire di GZ? Vero che “con i sé e con i ma la storia non si fa”. Però  una tempesta perfetta si sarebbe abbattuta sul tricolore cross country nel caso Christine Giampaoli Zonca (Polaris Rzr Pro, T4) si fosse regolarmente iscritta al campionato. Prima al Sardegna Rally Raid (112 punti) e terza all’Italian Baja (138), avrebbe un totale di 250 punti e ne avrebbe tolti ai suoi avversari: saremmo qui a ragionare sul suo primato, a indugiare su classe e talento uniti a fascino e bellezza. Non solo, tanti riflettori si sarebbero accesi sul tricolore cross country con una donna “incredibilmente al vertice”, tanto piu  lei, Christine GZ, volto di Dazn Spagna per la Formula 1. Tutto ciò  premesso, abbandonando voli pindarici, almeno fino al 25 settembre, vigilia della sfida a Rivignano-Teor, il “gaucho” Cisella tiene tutti al lazo. 

 

Martin, la curiosità è d’obbligo, racconta un po’ di te.

 “Sono nato a San Juan in Argentina nel 1985, mio nonno Mario era di Breme in provincia di Pavia ed era emigrato con la famiglia. Sognava che almeno uno dei nipoti tornasse in  Italia ed è toccato a me, però io già facevo la spola attraverso l’Atlantico per rivedere mio padre, separato da mia madre, che è rimasta laggiù assieme alla “Monona”, mia nonna Marta. Qui sono venuto stabile a 17 anni con un titolo di studio della scuola agrotecnica. Ma ho fatto tutt’altro ed oggi vivo a Varese, gestisco con delle mie società numerosi parcheggi tra cui quelli di aeroporti e centri commerciali, sono sposato con Paola e ho due figli, Gonzalo e Santiago. In questo momento siamo particolarmente abbattuti, la nostra Argentina ha perso la finale con la Spagna, amen”.

 

A quarant’anni sei apparso all’improvviso nel Campionato Italiano Cross Country, settembre 2025, Baja dello Stella.  

"Non ci sono arrivato proprio per caso. La passione dei motori l’ho coltivata fin da ragazzo, ho fatto moto e auto cross, ho vinto un titolo di velocità fuoristrada. L’anno scorso sono venuto a Pordenone per assistere all’Italian Baja, seguire da vicino il mio amico Juan Cruz Iacopini. A proposito, lui sta meglio, sta recuperando dalla gravissima disavventura che gli è capitata a gennaio. L’importante è recuperare l’uso delle gambe, il resto si vedrà. Comunque, vedendo la gara, qualcosa è scattato dentro di me, nelle settimane successive ho acquistato un Can Am Maverick da un concessionario di Pavia e mi sono iscritto allo Stella. Incredibilmente, tutto è andato quasi alla perfezione, sono arrivato terzo assoluto navigato da Roberto Briani e senza una penalità avrei chiuso addirittura secondo”. 

 

Nessuno se l’aspettava. Un perfetto sconosciuto che batte tanti piloti esperti

Se è per questo, non me l’aspettavo nemmeno io. Prima volta sul Can Am, sapevamo che era performante, un mezzo preparato da South Racing. Ma avere subito un riscontro assoluto mi ha gasato al massimo e ho voluto subito avere un riscontro in una gara più lunga. Purtroppo in Ungheria ho preso una pianta e ci siamo dovuti ritirare. Credo di aver pagato l’inesperienza, però mi ha dato la carica per buttarmi a capofitto in una nuova avventura”. 

Diversi cambiamenti per affrontare questa stagione. In primis sul sedile di destra. 

Volevo provare qualcosa di diverso, ho fatto un test con Erika Mingozzi in una cava, c’è stato feeling da subito. Lei è di Torino come Amerigo Ventura, hanno corso assieme con Yamaha, ma quest’anno era libera. Così ci siamo parlati, presi le misure, abbiamo avviato un progetto che non prevedeva subito un orizzonte così positivo. Siamo addirittura in testa al campionato, anche Erika è contentissima. Attenzione, il merito è anche del gran bel lavoro del RPM Garage Racing Team di Cairate, dico grazie a Lorenzo Vianello e alla sua squadra”. 

 

Come hai affrontato le gare, che finora erano tutte nuove per te? 

Il Baja dello Stella un po’ rallystico è stato perfetto per cominciare, mi sono raccomandato di non spingere al massimo, seguendo i consigli di Riccardo Ambrosetti e altri che mi sono stati vicini. Nella velocità fuoristrada si guida aggressivi per 10 minuti. Nel cross country si deve usare la testa, gestire le forze, le gare sono lunghe e impegnative. Ho scoperto di avere una buona resistenza”. 

 

Caro “gaucho”, con te si può scherzare sulla stazza. Non sei proprio un figurino

Altroché, sono una zavorra molto pesante per il side by side, sbilanciato a sinistra. L’idea sarebbe quella di prepararsi al meglio per il 2027. So bene che un lavoro fisico adeguato darebbe frutti immediati, ma con il mio lavoro non ho orari, ho tanta responsabilità addosso, non riesco ad andare in palestra. Faccio qualche partita a calcetto, a padel, non mi risparmio, però neanche a tavola (ride, ndr)”.

 

Ufficio Stampa Italian Baja

 

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